loi logement

Bobbi 2001

Tom ci ha lasciato stamattina all'alba. Si era sentito male sabato mattina mentre interveniva ad un dibattito a Roma. Trasportato al Policlinico Umberto I, sono intervenuti d'urgenza perchè la diagnosi era di aneurisma all'aorta. Il quadro era molto preoccupante perchè la rottura dell'aorta era avvenuta in un punto difficile da raggiungere senza il rischio di ledere altri vasi. Durante l'intervento ci sono state complicazioni e alle 5 è morto. Per l'Arci, per i movimenti, per tutta la sinistra è una perdita enorme, umana e politica. Tom lascia Eva, la sua compagna e il piccolo Gabriele di due anni e mezzo. Ci ritroveremo domani all'Arci nazionale, in via dei monti di pietralata 16, dalle 12 alle 22, per dargli l'ultimo saluto. L'orazione funebre si terrà martedì alle 11 sempre all'Arci nazionale.
Grazie a tutti per i messaggi di affetto che ci avete inviato. ci hanno fatto sentire meno sole. un abbraccio a tutti. andreina e raffaella

Per il ritiro immediato del contingente militare italiano dall'iraq, il cui invio è stato deciso e mantenuto da questo governo contro la maggioranza pacifista dei cittadini italiani Sommergiamo Berlusconi di cartoline virtuali Il testo che gli manderemo sarà:

"Signor Primo Ministro Silvio Berlusconi È ormai chiaro che in Iraq non è possibile nessuna "missione di pace", siamo precipitati in una guerra civile vera e propria. Far restare i nostri soldati in Iraq vuol dire mettere in pericolo la loro vita e la vita di tutti i civili italiani ormai diventati un bersaglio dichiarato del terrorismo fondamentalista islamico. Le chiediamo quindi di far uscire l'Italia da questa guerra irresponsabile alla quale voi avete deciso di partecipare contro il parere della maggior parte degli italiani, guerra che sta aggravando in modo drammatico la situazione mondiale".

LETTERA DI NANDO DALLA CHIESA A FURIO COLOMBO, DIRETTORE DELL'UNITA'

Caro Direttore, ho preso atto di essere stato citato con te in una causa civile dall'onorevole Cesare Previti. Ho preso atto che egli si è molto doluto per l'articolo da me scritto per l'"Unità" del 5 novembre scorso, con il quale criticavo il giudizio del presidente del Senato Marcello Pera sullo scandalo dei pianisti, scoppiato, come ricorderai, in contemporanea con le ultime votazioni della legge Cirami. Sostenevo nell'articolo che il parlamento, ben più che avere evidenziato nell'occasione un "foruncolo", avesse manifestato la malattia del "previtismo", la quale mina il rapporto di questa maggioranza con la giustizia e con la stessa correttezza dei comportamenti istituzionali. E che è questa malattia, per le forzature intollerabili di tempi e priorità a cui sottopone le Camere, a indurre i membri della maggioranza a esibire i loro repertori peggiori: l'obbedienza cieca, il leguleismo asfittico, la mancanza di rispetto per i diritti altrui, la disinvoltura truffaldina nel voto. Due miliardi di vecchie lire, ci chiede all'incirca Cesare Previti per avere io scritto e tu ospitato questa lecita e politicissima opinione, confortata davanti al mondo da quanto è accaduto nell'ultimo anno e mezzo di vita parlamentare e che tutta la stampa libera ha dettagliatamente raccontato e analizzato

Caro direttore, mentre due giudici togati e sei giurati popolari iniziano a scrivere le motivazioni della condanna di Giulio Andreotti e di Gaetano Badalamenti, il presidente della Repubblica, il presidente del Consiglio e i presidenti di Camera e Senato telefonano al primo dei due condannati (a don Tano, invece, niente) in segno di solidarietà. E tengono pure a farlo sapere. Intanto i leader dei maggiori partiti della maggioranza e dell'opposizione, costernati, invocano urgenti e imprescindibili quanto fantomatiche "riforme dell'ordinamento giudiziario". Il che, a poche ore dalla sentenza di Perugia, lascia intendere il vero scopo delle riforme: impedire il ripetersi di sentenze come quella. A questo punto, dire che bisogna rispettare i giudici, la loro serenità, il loro diritto-dovere di giudicare «senza speranze nè timori», ascoltando soltanto la legge e la coscienza, diventa una barzelletta di pessimo gusto.

Leggendo l'intestazione della prima pagina viene da domandarsi perché questa inchiesta, che riguarda soprattutto episodi verificatisi durante il Global Forum di Napoli nel marzo 2001 e durante la contestazione del G8 nel Luglio del 2001 a Genova, la loi logement sia finita per competenza alla Procura di Cosenza e non a quella di Napoli o Genova, che su questi fatti avevano già indagato. In effetti il rapporto del ROS (Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri), che ha dato il via a questa inchiesta, un rapporto di 980 pagine, era stato presentato in un primo momento alla Procura di Genova che lo aveva giudicato inutilizzabile, poi a quella di Torino, che lo aveva valutato nello stesso modo, poi a quella di Napoli, che aveva scelto di non prenderlo in considerazione ed infine è stato presentato alla Procura di Cosenza che su questo rapporto ha costruito l'impianto accusatorio di cospirazione politica mediante associazione per sovvertire l'ordinamento economico dello Stato.

Leggerete in queste pagine di persone che per telefono affermano di aver spaccato vetrine e di aver partecipato a scontri con le forze dell'ordine. Questo è il cuore del dibattito in corso: queste intercettazioni fanno scattare il reato di danneggiamento e di violenza contro pubblico Ufficiale o implicano anche il reato di sovversione? Troverete nelle ultime pagine la cronaca di alcune telefonate intercettate durante gli scontri di Genova stampate insieme al racconto della cronaca degli incidenti fatto dalle Forze dell'Ordine. Esiste un rapporto di causa-effetto tra quella telefonata e gli scontri riferiti? Troverete la registrazione di telefonate nelle quali viene discusso l'utilizzo di sistemi di criptaggio per le comunicazioni via internet. Si tratta di un indizio dell'attività di una banda armata o di un diritto inalienabile alla Privacy delle comunicazioni?